DEFORMAZIONE

Mauro Berti – batteria, intingoli e narcisismo;
Andrea Bosa – voce, chitarra, rock’n’roll maddafacca;
Luca Giacomazzi – voce, fisarmonica, cavalli da tiro;
Matteo Guidolin – voce, front-man, propensione alla figuraccia;
Andrea Piccolo – chitarra e acume tattico;
Dimitri Trinca – voce, basso, affidabilità e convenienza.
Andrea Carraro - sua altezza, il bassista
Andrea "King Kong" Roncato - il raga delle percu di Alba
Enrico Sartoretto - il peluche delle tastiere

BIOGRAFIA

Il progetto “Los Massadores” nasce nel 2008 per dare libero sfogo all’idiozia dei membri fondatori e permettere loro di fare cassa suonando a matrimoni, feste e funerali. Per un anno il gruppo suona sporadicamente, riunendosi solo per fare qualche prova giusto prima dei concerti: i risultati sono ovviamente in linea con l’impegno profuso…
Il nome viene scelto per rendere omaggio a una delle figure più emblematiche delle campagne venete, il norcino, ovvero il massador nel dialetto di Castelfranco Veneto.
Nell’estate del 2009 la svolta: dopo aver suonato davanti a migliaia di persone nel corso della manifestazione “Una notte per Vallà” (manifestazione organizzata per raccogliere fondi per il paese di Vallà colpito da una disastrosa tromba d’aria) i componenti decidono di caricare su Youtube un video della canzone “Joani” composta appositamente per quella manifestazione, modificando il testo della più celebre “Domani” degli Artisti Riuniti.
In breve tempo il video supera i centomila contatti attirando l’attenzione di stampa e tv, intanto arrivano richieste di concerti ed esibizioni.
La band decide quindi di provare a far sul serio: nei mesi successivi inizia a lavorare a dei brani inediti che saranno poi raccolti nel loro primo cd “E’ ora di opporci”, uscito nell’aprile del 2010.
A seguito della pubblicazione del disco, il gruppo svolge un’intensa attività live, vero punto di forza della band: nelle oltre 50 date viene dato libero sfogo alla fantasia e all’umorismo dei membri, tanto più che i concerti si trasformano molto spesso in spettacoli di cabaret.
Il pubblico è molto eterogeneo, bambini, adulti, anziani e tanti giovani partecipano ai loro concerti.
Nel dicembre esce un album di canzoni rilette in chiave veneta dal titolo “Casa Giacomazzi”. Ridotta l’attività live, il gruppo si concentra sulla composizione di canzoni per un nuovo album, Scheiline.
L’album “Scheiline”, uscito a maggio 2011, è una sorta di concept-album sul paesaggio veneto, paesaggio inteso sia in senso geografico che sociale, nato dall’osservazione del territorio in cui viviamo: una rappresentazione critica ed ironica che vien racchiusa nella fusione dei termini schei e skyline per descrivere un paesaggio i cui contorni sono stati definiti da una cementificazione selvaggia e sregolata negli anni del boom economico del Nordest.
A dicembre 2011 un sondaggio del quotidiano “La Tribuna di Treviso” li incorona “Trevigiani dell’anno”. Alla stampa i Norcini dichiarano: “Ci dev’essere un errore di ortografia, una doppia di troppo…”.
Nel marzo del 2012 esce “Veneto e nuvole – Viaggio nel profondo Nord-Est conversando con Los Massadores”, un saggio edito da Cleups scritto da Monica Ruffato e Massimo De Marchi, docenti dell’Università di Padova: uno sguardo al Veneto attuale partendo dai temi trattati dalle canzoni del gruppo.
“Crisi e Bisi”, il quarto lavoro della band, il terzo di pezzi inediti, esce nel maggio dello stesso anno.
“Crisi e Bisi” è un gioco di parole che vuole testimoniare come la “crisi”, parola entrata prepotentemente nel linguaggio e nel vivere quotidiani, sia non solo economica, ma anche sociale, di valori , di fiducia, una presenza costante, tanto da diventare parte integrante della vita di ogni persona, una conditio sine qua non esistenziale: mangiare e parlare della crisi sono ormai i bisogni primari.
Un sguardo al Veneto al tempo della crisi quindi, alle sue peculiarità, manie, tic, ai suoi difetti ed ai suoi pregi: uno sguardo scanzonato ed ironico, ma non superficiale, a tratti tagliente, quasi “da innamorati disillusi”. E l’amore e la passione rappresentano il filo conduttore dell’album, ritornando nelle forme più disparate nella gran parte delle canzoni contenute.
Nel novembre 2012, Los Massadores, dopo aver vinto le primarie del proprio partito, vengono eletti Presidenti degli Stati Uniti d’America con il 59% dei voti.
Nel 2013 escono “Il Docuementario”, dvd curato dal giornalista Dimitri Feltrin che racconta la storia del gruppo dalla nascita ed “Eden”, concept-album biblico, anticipato dall’uscita del singolo “Adamo ed Ivo” che lancia uno sguardo ironico ed, a tratti, deformante sul mito della Creazione e del giardino dell’Eden, giardino dell’Eden che assume i contorni del Veneto, lasciandone trapelare vizi e virtù. Nel 2014, invece, arriva l’anno del Maiale nello Zodiaco dei Los Massadores! Ad un anno dalla pubblicazione di “Eden” esce il nuovo lavoro dei Los Massadores, “Figure porche”: il sesto album della band castellana. Un nuovo lavoro, un conceptalbum completamente dedicato all’animale che da sempre è punto di riferimento e simbolo per i membri del gruppo, non a caso autodenominatisi i “Norcini del Rock”: il maiale. Dopo aver esplorato e deformato il mito della Creazione e del giardino dell’Eden, attraverso le dodici nuove tracce di “Figure porche”, infatti, Los Massadores raccontano, sezionano e insaccano il porco in tutte le sue declinazioni, fisiche, metaforiche e spirituali…un album di cui non si butta via proprio niente!
Nel 2015 esce il film “Leoni” di Pietro Parolin con Neri Marcorè: Los Massadores ne realizzano la sigla finale “Pianura savana”, con un testo che parla infatti di un'ipotetica savana veneta in cui i “leoni”, tipi umani che si possono riconoscere nel protagonista del film, si muovono sempre alla ricerca di prede ed occasioni.
Alla registrazione ha partecipato anche Neri Marcorè, cantando una parte del brano.
Nel film, Matteo Guidolin, front-man del gruppo recita una parte fon-da-men-ta-le di quasi 1 secondo e 27 centesimi.
Estate Ignorante (2016) decreta la maturità del gruppo (sic!): per la prima volta nella loro carriera, un album creato secondo i principi dell’agricoltura biodinamica e in attesa di certificazione biologica, senza glutine e grassi aggiunti. Nessun animale è stato maltrattato durante la registrazione di questo album.
“Estate ignorante” richiama fin dall’immagine di copertina la corrente strepsoniana dell’neoesistenzialismo kosovaro e pone insistentemente una domanda all’ascoltatore: è veramente necessario essere impegnati, aggiornati, colti e sempre al passo coi tempi? E’ sempre necessario adeguarsi ed essere adeguati?
“Estate ignorante” dice no, si erge a manifesto di chi orgogliosamente rifiuta il diktat di essere colto ed interessante e reclama a gran voce il proprio diritto all’ignoranza, alla leggerezza, alla banalità.
La vera profondità, talvolta, si cela nella superficialità.